LA SCRITTURA CAMBIA CON IL TEMPO?

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La scrittura cambia? Sì, cambia con il passare del tempo e cambia giorno per giorno. La scrittura cambia insieme a noi e noi oggi non siamo la persona che eravamo ieri e non siamo la persona che saremo domani – anche se ci guardiamo allo specchio, ci riconosciamo perfettamente e sappiamo individuarci in una foto di dieci o vent’anni prima.

Ciò è possibile perché, anche se cresciamo, la nostra fisionomia di base non cambia tanto che siamo riconoscibili, se guardiamo con attenzione, anche in una foto che ci ritrae quando avevamo due anni. Per la scrittura il destino non cambia.

Se siete degli accumulatori seriali e avete conservato i vostri quaderni delle scuole elementari, prendeteli e comparate quella scrittura di un tempo con la
vostra scrittura dioggi. E’ diversa? Sicuramente sì. Potete dire che è la vostra scrittura e non quella del vostro compagno di banco di un tempo? Assolutamente sì. Perché? Perché l’impronta grafica è rimasta la stessa ed è – se vogliamo – paragonabile alla fisionomia del nostro viso, quella che non cambia e che permette di riconoscerci anche a distanza di tempo.

La scrittura è una fotografia del vostro Hic et Nunc, del vostro qui ed ora, e racconta in maniera minuziosa quello che avete vissuto e quello che state vivendo. La persona che siete oggi non è la persona che eravate ieri, abbiamo detto. Così la vostra scrittura, che altro non è che la foto del vostro qui ed ora, cambia a seconda delle vostre esperienze e del vostro umore. E’ normale che la scrittura segua il flusso del vostro mondo affettivo, emotivo e sociale e non è affatto un’anomalia o, peggio, una “patologia”, E – mi dispiace – no, non siete pazzi.
La scrittura cambia? Sì, cambia con il passare del tempo e cambia giorno per giorno. La scrittura cambia insieme a noi e noi oggi non siamo la persona che eravamo ieri e non siamo la persona che saremo domani – anche se ci guardiamo allo specchio, ci riconosciamo perfettamente e sappiamo individuarci in una foto di dieci o vent’anni prima.

Ciò è possibile perché, anche se cresciamo, la nostra fisionomia di base non cambia tanto che siamo riconoscibili, se guardiamo con attenzione, anche in una foto che ci ritrae quando avevamo due anni. Per la scrittura il destino non cambia.

Se siete degli accumulatori seriali e avete conservato i vostri quaderni delle scuole elementari, prendeteli e comparate quella scrittura di un tempo con la
vostra scrittura dioggi. E’ diversa? Sicuramente sì. Potete dire che è la vostra scrittura e non quella del vostro compagno di banco di un tempo? Assolutamente sì. Perché? Perché l’impronta grafica è rimasta la stessa ed è – se vogliamo – paragonabile alla fisionomia del nostro viso, quella che non cambia e che permette di riconoscerci anche a distanza di tempo.

La scrittura è una fotografia del vostro Hic et Nunc, del vostro qui ed ora, e racconta in maniera minuziosa quello che avete vissuto e quello che state vivendo. La persona che siete oggi non è la persona che eravate ieri, abbiamo detto. Così la vostra scrittura, che altro non è che la foto del vostro qui ed ora, cambia a seconda delle vostre esperienze e del vostro umore. E’ normale che la scrittura segua il flusso del vostro mondo affettivo, emotivo e sociale e non è affatto un’anomalia o, peggio, una “patologia”, E – mi dispiace – no, non siete pazzi.

 

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