GLI EFFETTI BENEFICI DELLA SCRITTURA

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Gli scrittori sanno bene quale siano i benefici apportati dalla loro attività scrittoria. Essa ha il potere di funzionare come una camera di decompressione, un luogo dove posare le parole, dargli vita, farle divenire vita stessa, agire ed interagire. Ciò avviene in un luogo protetto, quello della storia, dove i personaggi si caricano il fardello, le gioie e le speranze e fungono da trait d’union fra lo scrittore e la storia. Un esempio su tutti può essere considerato – fra i tanti che ci offre la letteratura – quello di Mary Shelley e del suo Frankestein.

Tutti abbiamo tenuto un diario, non importa per quanto tempo. Rileggere le sue pagine significava rivedersi, guardarsi con occhi diversi e con il punto di vista prezioso che dona la distanza del tempo. Se abbiamo scritto cose importanti, dolorose, abbiamo ricordato anche quanto bene ci ha fatto e quanto ci ha aiutato a vivere meglio e a metterci in relazione positiva con gli altri e con noi stessi.

La scrittura ci aiuta a stare meglio, a conoscerci, amarci, a scaricare le emozioni negative e tutto ciò ha dei benefici incredibili sulla nostra psiche e sul nostro corpo. Come ben sappiamo il nostro corpo e la nostra mente non sono due parti separate, bensì in stretta connessione l’una con l’altra: le carezze, le cure che doniamo alla nostra psiche hanno poi effetti portentosi anche sul nostro corpo.

Uno studio condotto da alcuni ricercatori dell’Università di Chicago ha dimostrato che scrivere e confessare le nostre emozioni negative, quelle che – ad esempio – ci procurano grandi stati di ansia, è incredibilmente efficace per abbassare i livelli di ansia e migliorare la performance psichica. Lo studio è stato condotto su un gruppo di studenti universitari i quali hanno accettato di sottoporsi ad alcuni test. A questi è stato somministrato un test di matematica in assoluta tranquillità. Questo primo test aveva l’obiettivo di calcolare il grado di conoscenza disciplinare da comparare in seguito con le altre prove. Un secondo test è stato fornito all’interno di una situazione esperienziale differente: era stato comunicato che il test era una prova importantissima per il proseguimento della loro carriera universitaria. A questo punto gli studenti che hanno deciso di aderire al test sono stati suddivisi in due gruppi. Ad uno è stato permesso di scrivere per dieci minuti, tempo durante il quale veniva chiesto loro di sfogare tutte le loro ansie e paura descrivendo le emozioni a cui erano in preda mentre all’altro gruppo non è stata concessa questa possibilità. Subito dopo è stato somministrato un nuovo test di matematica ed è stato notato che il gruppo che non aveva avuto la possibilità di sfogare le proprie paure ed ansie scrivendo aveva registrato un peggioramento della propria performance pari a circa il 12%.  L’esperimento ha voluto dimostrare come la scrittura assurge al ruolo di valvola di sfogo e permette di diminuire la pressione psicologica, alla quale molti soggetti sono sottoposti, permettendo così alla nostra memoria di lavoro di operare in maniera più efficace.

 

Il Dr. James W. Pennebaker, professore di psicologia dell’Università del Texas, ha svolto molte ricerche sulla correlazione tra stress ed emozioni e lo stato di benessere fisico. Pennebaker sperimenta come l’inibizione delle emozioni negative e la loro non espressione va ad alterare lo stato di salute fisico dei soggetti che le stanno vivendo. Utilizzando quella che egli definisce scrittura espressiva (expressive writing)

Pennebaker seleziona quattro gruppi di studenti universitari ai quali fa fare uno screening medico per registrare e valutare il loro stato di salute. Dopo questo controllo iniziale gli studenti vengono sottoposti a richieste differenti. Al primo gruppo viene chiesto di descrivere i dettagli di una loro esperienza traumatica ma senza fare accenno alle emozioni ad essa correlate. Al secondo gruppo viene chiesto di scrivere sulle emozioni provocate dal trauma ma senza fare accenno ai dettagli. Al terzo gruppo viene chiesto di raccontare sia i dettagli che le emozioni correlati a queste esperienze. Ad un quarto gruppo (il gruppo di controllo) viene chiesto di scrivere di cose superficiali e che non avevano alcuna relazione con un trauma.

Ai ragazzi viene chiesto di scrivere di continuo per 15 minuti per quattro giorni consecutivi. Nella fase post test si sarebbero registrate il numero di visite effettuate presso il centro di salute per controllare se queste aumentavano, diminuivano o restavano costanti. Dopo quattro mesi ai ragazzi viene fornito un test per verificare la loro percezione sul proprio stato di salute psicofisica e come questo esperimento aveva influenzato la loro vita.

Dall’esperimento è emerso che i ragazzi che avevano scritto e descritto le emozioni e dei dettagli del trauma in un primo momento erano stati malissimo, e avevano reagito emotivamente in maniera negativa, tanto che il gruppo di Pennebaker  aveva pensato in un primo momento di abbandonare l’esperimento. È stato notato  però che i ragazzi che avevano partecipato a questo gruppo avevano fatto un uso nettamente inferiore delle prestazioni mediche dimostrando come l’aver scritto dei pensieri e dei sentimenti correlati al trauma fosse stato di grande beneficio non solo fisico ma anche emotivo e psicologico. (per chi fosse interessato e volesse sapere di più sull’esperimento di Pennebaker consiglio “Scrivi cosa ti dice il cuore – autoriflessione e crescita personale attraverso la scrittura di sé”, James W. Pennebaker, Edizioni Erickson, 2004).

In breve, possiamo dire che scrivere delle emozioni negative apporta questi benefici:

  • Tiene sotto controllo la pressione sanguigna
  • Aumentare le difese immunitarie e la produzione di linfociti T (impegnati nel combattere le infezioni e le cellule cancerogene)
  • Rallenta il battito cardiaco

Inoltre permette di:

  • godere dei benefici dovuti alla diminuzione dello stress
  • cambiare la propria posizione percettiva (e quindi osservare le cose da un diverso punto di vista)
  • cambiare vecchi schemi comportamentali che sono diventati obsoleti
  • aumentare il nostro grado di consapevolezza e autoconsapevolezza
  • incrementare l’autostima
  • migliorare il rapporto con se stessi e con gli altri.

Per ottenere i benefici della scrittura non è necessario passare ore ed ore con la penna in mano. Spesso bastano solo 10 minuti per ottenere risultati notevoli.

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